(), Dott.ssa Luciana La Stella 10272711002, Io vengo da una famiglia difficile, con un padre che crede di essere onnipotente ed una madre debole. Per spazi, non intendo certo quelli che spesso ometti dopo alcune virgole, ma soprattutto quelli interiori. Benché io eserciti come psicologa-psicoterapeuta da più di 27 anni, o forse, proprio per questo, penso che un percorso evolutivo e di liberazione dal sopruso e dal dominio, per una ragazza con la sua storia, non possa avvenire unicamente attraverso un cammino di analisi, qualsiasi sia l’orientamento (psicanalitico, cognitivo-comportamentale, transazionalista, sistemico e chi più ne ha più ne metta) ma semmai, anche, attraverso un’analisi e magari in gruppo, dopo aver fatto un certo numero di incontri individuali per inquadrare, insieme allo psicoterapeuta, opportunamente la situazione. Salve, sono una donna di 43 anni, da un anno e mezzo sto assieme al mio compagno che ha una figlia ... Sto avendo dei problemi con il mio bambino. I motivi per cui una famiglia può richiedere supporto a un professionista sono molteplici e non sempre riferibili a momenti stressanti o coincidenti con la “nascita” di eventuali problemi. Uno dei principali oggetti di studio della psicologia dello sviluppo è la capacità di creare relazioni e, il focus principale riguarda il primo legame affettivo del bambino ossia quello con la propria madre. Quanto più la terapia è incisiva, tanto più può suscitare resistenze, ostacoli, difficoltà e contrasti, perchè vengono toccate strutture mentali e "tracce emotive" delicate e spesso sofferenti, e quindi le reazioni ci sono. Voglio dirle anche un’altra cosa sig.na Alice: lei, come purtroppo succede a tanti, è cresciuta in una famiglia disfunzionale il che significa che per sopravvivere in quel contesto ha prodotto delle competenze e delle abilità che però, fuori dall’ambito strettamente familiare, la rendono e la fanno sentire particolarmente inadeguata; ma le assicuro che come ha imparato a sopravvivere in famiglia potrà imparare a vivere e scegliere liberamente nella società più grande. Cara Alicia, per rispondere alla sua domanda, come ben sa vi sono numerosi approcci nell'ambito della psicoterapia: la psicoanalisi è un tipo di terapia sicuramente più lunga e, quella classica, richiede anche una frequenza maggiore rispetto ad una qualsiasi psicoterapia. Donald Winnicott, nel 1910, all’età di 14 anni, entrò alla Leys School di Cambridge, scuola metodista inglese, distante da Plymouth più di trecento chilometri. Cordialmente. Grazie a questa fiducia nella responsività del genitore, l’individuo si sente sereno nell’esplorare l’ambiente: può giocare in tranquillit… Il figlio mammone, l'eterno Peter Pan. E' vero che in questo blog il tema centrale è il rapporto che intercorre tra la madre e il proprio figlio, ad una prima valutazione parlare delle bugie dette dai bambini potrebbe non apparire attinente, ma credo che riflettendo sul legame che vi è tra la madre e il piccolo sia un argomento da non trascurare. Cordialmente. Ecco come il rapporto madre-figlio influenza il modo di pensare e agire di un uomo adulto che diventa un dipendente affettivo a causa di una mamma iperprotettiva o mancante. Firenze (FI), Dott. Abbia fiducia! Ciao Cari! Come in ogni rapporto tra persone, hanno grande peso la fiducia, la sintonia, l'empatia che - senza nulla togliere alla professionalità - permettono lo svolgersi positivo del lavoro. © 2005 - 2020 GuidaPsicologi. Se dovesse avere problemi economici per pagare l'onorario, non esiti a rivolgersi ad un centro gratuito della ASL. Io oggi soffro di alcuni problemi nell'ambito interpersonale: non riesco ad essere me stessa come veramente sono;a volte vorrei dire delle cose ma mi blocco per paura di sembrare ridicola, ho un atteggiamento evitante ma io non sono così realmente. Auguri! 30 nov 2015 Disturbo ossessivo compulsivo Condividi: Salve a tutti! Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra, Registrazione/Login Scuole, Ordini e Associazioni. Vede che è totalmente diverso! Come ti sei sentita? L’attaccamento sicuro è caratterizzato da un sentimento di fiducia e sicurezza nei confronti del genitore. Io, sinceramente, lo trovo alquanto fastidioso, a tal punto che ieri notte ho provato perfino disgusto a dormire vicino a lui. Un atteggiamento autoritario non paga, come succede anche per l’eccessivo permissivismo. Vorrei inoltre dirle che anche se ora "non sa più che pesci prendere", ha tutto il tempo per riprendere in mano la sua vita... Di cuore. E' già importante che lei abbia deciso di mettersi in gioco, è un buon punto di partenza per imparare a volersi più bene e vivere più serenamente, accettando anche i propri limiti e avendo più consapevolezza delle proprie possibilità. Auguri, Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie Brava. Cara Alicia, nella tua richiesta di aiuto affermi che provieni da una famiglia difficile che ti ha impedito di esprimerti pienamente al punto che non riesci ad essere veramente te stessa nelle relazioni, al punto che "la mentalità chiusa di tuo padre" ti "ha impedito di avere storie con ragazzi" Non hai avuto l'appoggio di tua madre per affrontare la mentalità chiusa di tuo padre "che crede di essere onnipotente" fino a quando non sei riuscita a convincere tua madre che sbagliava". È la spiegazione dei risultati di una ricerca che cercava di dimostrare un'altra cosa. Bisogna anche precisare che frequentemente i singoli terapeuti, soprattutto di maggiore esperienza, si lasciano "contaminare" da diversi orientamenti, cercando di adattarsi alle esigenze e alle caratteristiche del paziente anziché rimanere legati a una scuola di pensiero e di metodo "pura". (), Dott.ssa Eleonora Arduino Dott. E lavora sulle tue. I quattro anni passati in questo collegio furono molto positivi, sia dal punto di vista intellettuale che sociale. Le suggerisco di rivolgersi ad uno Psicoterapeuta della sua città, troverà facilmente un nominativo sul nostro sito. Sigmund Freud ha interpretato la relazione del bambino con la madre come motivazione secondaria, cioè ; essa è deputata a soddisfare i bisogni che gli psicanalisti definiscono primari: bisogni alimentari, di pulizia, sessuali (libido), aggressivi. Sicuramente la cosa migliore è che tu comunichi molto con loro, anche se le difficoltà ci saranno, ed in ogni famiglia ce n'è una, ma il non dialogo, le cose non dette a volte fanno piu' male. Se non se la sente, potrebbe intanto iniziare con delle sedute individuali, e poi, quando sia Lei che il terapeuta troverete più opportuno, cominciare con il gruppo. Potrebbe esserle d'aiuto frequentare un seminario di asssertività o sull'autostima e nel caso in cui volesse iniziare un percorso terapeutico potrebbe orientarsi su terapie che ristrutturano i modelli cognitivi (es. Io le consiglierei una psicoterapia di gruppo, poichè le sue difficoltà maggiori riguardano l'ambito relazionale. Stia dunque in relazione con la natura, con il suo respiro, con altre donne ed altri uomini. Del resto il rapporto madre – figlio ha da sempre un suo grande fascino. Mi hanno sempre criticato su tutto, mia madre mi ha sempre detto di non risponderlo ed io così ho fatto fino a poco tempo fa,quando ho capito che era sbagliato non controbattere. Ma è curioso il fatto che lei sia così informata a livello di tecniche psicologiche e modelli, come se attribuisse una grande importanza alla strategia che lo psicologo utilizzerà con lei. Quante volte abbiamo sentito dire, quest'uomo è un bamboccione, un mammone, non vuole crescere, il suo cordone ombelicale non è ancora reciso e così via. Gentile Alice, sicuramente a venti anni si fanno tante considerazioni sulla qualità della vita e sulla voglia di vivere lontano dai conflitti e cercando di soddisfare le proprie esigenze e di raggiungere i propri desideri. Il rapporto con la propria madre costituisce la prima (anche se non l’unica) esperienza fondamentale per ogni bambino, nonché modello delle relazioni successive. Il rapporto affettivo tra madre e figlio (o figlia) dovrebbe camminare in bilico tra presenza e giusta distanza, tra cura, accudimento e autonomia. Chi ha vissuto questa relazione difficile, infatti, tende a scrivere inclinando le lettere verso sinistra. Non è un caso che parli come uno psichiatra con il DSM IV in mano. Cara Alicia, personalmente ritengo che ogni tipo di psicoterapia sia valida poichè affronta il problema da un suo punto di vista che però è reale, anche se parziale: le terapie di tipo psicodinamico (psicanalisi, analisi junghiana e tutte le altre forme che si sono sviluppate a partire da queste radici) affrontano le cause, le origini dei problemi che riscontriamo in noi stessi, lavorando sulla propria storia, sulle emozioni e sulle parti più profonde, inconsce di noi: da questo lavoro scaturiscono le "proprie soluzioni", costruite e trovate dalla singola persona a propria misura. la madre del mio compagno è INVADENTE! Iniziamo però con il considerare il punto di vista di mamma e papà. E quando l’amare diventa ossessivo e si trasforma in un sentimento opprimente si rischia di annullare se stesse o se stessi per dedicarsi anima e corpo alla persona che abbiamo a cuore… Anche quando questa non è giusta per noi o non ricambia i nostri sentimenti. Alicia, scegli pure il professionista che senti TU più vicino a te e non per la scuola a cui appartiene, ma per le sue doti umane. Ho un grosso problema e vorrei il vostro consiglio per risolverlo. Poi valuterà come si sente col professionista che va ad incontrare, cosa le propone e quanto la convince "a pelle". (), Dott. (), Dott. Stefano Scatena Il bambino apprende che la madre soddisferà i suoi bisognidi nutrizione, protezione, contatto fisico, rassicurazione negli stati di tensioni. Con conseguenze negative sia per la mamma sia per il bambino. Per questo mi sento di consigliarti di rivolgerti ad uno psicologo di orientamento sistemico - relazionale, il cui approccio mi sembra più idoneo rispetto ad altri per affrontare la tua situazione. Rapporto ossessivo madre-figlia. Risorse e difficoltÃ. Sta a te decidere se rivolgerti al servizio pubblico (Servizio di Psicologia c/o A,USL 6) o privato. Il bambino, che cresce con una madre simbiotica diventerà un adulto privo di autonomia in tutti i sensi, dalle cose più futili a quelle più serie. Si potrebbe incorrere in: Scarsa autostima; Problemi relazionali e sessuali; Ansia; Frustrazione; Difficoltà nel prendere decisioni; Come riconoscere un rapporto tossico con la madre Io ho vissuto a Milano da quando avevo 3 anni e poi a Bergamo dove sto bene e lavoro moltissimo e in buona compagnia ma sono nata a Venosa (Potenza) al Sud e forse per questo amo tanto il Sud e amo tanto la Sicilia: anche a Palermo, dove lei vive ci sono giovani donne che sono attive nella città (Città Felice) e organizzano cose molto interessanti. La nascita di un figlio, la coppia in evoluzione tra aspettative e realtÃ, Il “mestiere” del genitore: percorsi sulla genitorialitÃ, Trattamento di desensibilizzazione e rielaborazione dei traumi psicologici. (). Conseguenze di un rapporto tossico madre-figlio. Mettere i giusti spazi tra te e gli altri, significa riuscire a definire la tua identità e ad affermarla. (), Dott.ssa Pasqua Teora selezionate le domande da inviare al circuito e da pubblicare sul sito. Studia? Ripeto, dovrà imparare! Svolga un colloquio con più terapeuti professionisti e scelga la persona con cui si trova più a suo agio nel rapporto. Un po' diversa può essere la modalità psicanalitica che tende a mantenere una sua metodologia specifica, ma richiede una propensione particolare da parte del paziente. "Il figlio adulto potrebbe incontrare difficoltà nella gestione delle altre relazioni, ritrovandosi in rapporti co-dipendenti che imitano la relazione con la madre", spiega Stemen. Quando “è consigliabile” che i genitori chiedano aiuto ad un professionista? Ci sono ancora molte energie che se mobilizzate possono aiutarla ad uscire da questa situazione difficile. Anche il mio ragazzo ha ancora il cordone ombelicale, anche se non in misura eccessiva ma tanto da permettere ai suoi di entrare in casa nostra e di farci fare i mestieri (cosa a cui io ho dato un taglio fin da quasi subito). R. Tavolieri Il rapporto genitori-figli deve incentrarsi sul rispetto reciproco. Copyright © 2008 All contents by Italia Web s.r.l. Ci ... La nascita di un figlio, quali cambiamenti. Un rapporto non completamente appagante tra mamma e figlio o un rapporto particolarmente conflittuale tra mamma e figlia, può sembrare incredibile, ma può emergere ed essere facilmente riconoscibile anche nella scrittura di quell'ex bambino diventato adulto. Questo non significa che durante il percorso non si affaccino emozioni e sentimenti contrastanti e "scomodi", anzi. Aiutatemi non sò più ke pesci prendere. Marco Ventola abbiamo da poco iniziato a vivere insieme, lui non gliel'ha ancora detto perchè (dice) lei potrebbe deprimersi se sapesse che, nella città … GuidaPsicologi non offre consigli medici, diagnosi né trattamenti. Condividi su: Io vengo da una famiglia difficile, con un padre che crede di essere onnipotente ed una madre debole. Nella psicologia dell’adulto e del bambino si dà priorità allo studio del rapporto … Continuando così potrai non solo aiutare te stessa ma anche aiutare tua madre a superare le sue difficoltà. Nel momento in cui il genitore accetta che suo figlio ha la propria personalità, la propria privacy, un suo modo di essere, allora riceverà più rispetto. La psicoterapia ha dei costi, lo sappiamo, quindi la sua scelta dovrà tener conto anche di questo. Buongiorno, sono madre separata di un fliglio di 34 anni sposato a s . Le terapie cognitivo-comportamentali "addestrano" alla ricerca delle soluzioni, e lavorano a livello della coscienza consapevole e della ragione, riservandosi a volte la possibilità per "andare oltre" alla ricerca delle cause, in base alla preparazione del terapeuta e alle necessità del paziente. Larelazione madre-figlioè essenziale dal punto di vista evolutivo in quanto salvaguarda la sopravvivenza del cucciolo e la conservazione della specie in generale per tutta la categoria dei mammiferi, ed è inoltre necessaria all’individuo umano, in quanto struttura un pattern di relazione sociale che potrà essere adat… Non Probabilmente c'è bisogno di interrompere questa competizione di giudizi, "sospendere il giudizio" per costruire un rapporto. E veniamo alla soluzione: creare spazi. Un madre depressa è una madre emotivamente inaccessibile, ma al contrario della madre anaffettiva, è in grado di comprendere il dolore e il senso di colpa nel non riuscire ad accudire suo figlio come vorrebbe, a giocare con lui, a coccolarlo. (), Dott. L’invischiamento è … E’ tutto da costruire cara sig.na Alice e anche lei potrà dare il suo contributo per costruire il paradigma che ancora non c’è. Un abbraccio. Semplificando tantissimo (e scusandomi con i colleghi per lo schematismo) si può dire che i due grandi filoni terapeutici fanno percorsi inversi: l'uno delle cause agli effetti, l'altro dagli effetti verso le cause, spesso incontrandosi al centro. Il mio compagno ne ha 60....vive con la madre … La sua famiglia la aiuterebbe? Scegliere quale tipo di terapia non e' fondamentale, ll'importante e' trovare un buon terapeuta con il quale abbiamo feeling reciproco e abbiamo desiderio di raccontare i nostri problemi al fine di vederci piu' chiaro e migliorare le nostre relazioni nella vita e negli affetti. Dando nomi psichiatrici ai suoi genitori pare che risolva (almeno in parte, ma è ovvio che è una illusione)la voglia di essere lei a rifarsi del rapporto di controllo. cognitivo-comportamentale o strategico breve) oppure che possano permetterle di esprimere il potenziale che per educazione e impostazione familiare è ancora da sviluppare pienamente (Gestalt, Bioenergetica, Analisi transazionale). Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale | Latina (LT), Scopri tutti gli Eventi di Psicologia presenti oggi nella tua cittÃ. (), Dott. Paolo Mancino rapporto padre e figlio: dal mondo antico ad oggi di m.ciuchini (Medie Superiori) scritto il 05.05.19 Il rapporto tra padri e figli può essere molto complicato e delicato, questo perché non sempre c’è intesa fra i due e spesso i figli non comprendono le decisioni paterne. Come è andato questo dialogo? Ma poi sembra in difficoltà con i suoi coetanei, preoccupata del loro giudizio su di lei. Molte persone che da bambini e da giovinetti hanno sofferto molto hanno saputo produrre resilienza, la capacità di trasformare il dolore psichico e la sofferenza nelle relazioni, in forza vitale, in capacità di produrre rivoluzionamenti e grandi cambiamenti. Lei ha avuto con me, fino a quando non le ho fatto capire ke sbagliava, un atteggiamento ossessivo, mi chiamava in continuazione, mi stava sempre a guardare e criticava in continuazione. Mi sembra di capire che poi tua madre si sia mostrata più vicina a te. P.I. Il servizio "Domande allo Psicologo" è attivo. Quindi nel frattempo dovrebbe poter fare altre cose per alimentare la speranza e la fiducia nel fatto che, ciò che lei vuole per la sua vita, arriverà ma può intanto preparare il terreno per accogliere i nuovi semi che arriveranno col vento, con l’aria, col sole, con gli incontri. Andrea Anedda Alicia. Cara Alicia da quello che scrivi mi sembra di capire che il problema coinvolge più livelli e soprattutto si interseca con una storia familiare non semplice. P.S. Tra tutti i legami familiari, uno studio statunitense ha dimostrato che quello tra madre e figlia è il più potente. Insomma: se si è ancorati al ruolo di figlio, difficilmente si potrà costruire una relazione di coppia adulta e matura. Tutti i teenager, ma soprattutto le femmine, sanno essere di un’onestà urticante, il rapporto madre e figlia raccontato da una madre di una figlia adolescente. A Palermo può rivolgerti, per avere nominativi di professionisti all'Istituto Tolman, sede di una scuola molto seria. Roma (RM), V. Licata In questo scritto voglio spiegare come un rapporto conflittuale del figlio maschio con la madre possa portare in esso una corrispondente difficoltà nell’instaurare rapporti adulti e maturi con una donna, ovvero incentrati sull’amore e non solo sull’innamoramento, l’infatuazione, l’appagamento sessuale e … Rapporto madre figlio (adulto) & rapporti uomo donna 27 settembre 2009 alle 18:25 Ultima risposta: 27 febbraio 2013 alle 12:24 Salve, chiedevo un consulto di qualche psicologo o specialista. tutte le domande pervenute verranno evase. si ha difficoltà ad impegnarsi seriamente nelle relazioni con l'altro sesso), perchè si ha la sensazione di non saper definire da soli chi siamo e che cosa vogliamo ed in fondo in fondo si pensa che gli altri non ci apprezzeranno ed accetteranno per quello che siamo (siamo sempre stati criticati dalle persone per noi più significative...); purtroppo rendersi conto di questo non basta... si tratta di sensazioni difficili da vincere perchè sono profondamente radicate in noi... ti consiglio una psicoterapia, cognitivo- comportamentale perchè è quella che io stessa applico ed in cui credo, che ti consenta di esplorare queste dinamiche in maniera profonda e radicale. Hai avuto paura, è stata una liberazione, ti sei sentita finalmente autonoma nel decidere qualcosa? Riferimento: Rapporto madre-figlio adulto MASCHIO (!!!) Per quanto riguarda l'orientamento dello psicologo ti dico che ce ne sono bravi in entrambi quelli che mi hai citato. Mauro Boza Ciò può esser vero tanto per l’una quanto per l’altra parte. Conobbe molti amici, giocò nella squadra di rugby del collegio, si dedicò a svariate attività di studio e agonistiche. E' senz'altro molto complesso per una persona non "addetta ai lavori" orientarsi in questa moltitudine di tecniche e sotto-tecniche, e fare quindi una scelta fruttuosa, tant'è che molti di noi cominciano ad offrire un percorso di qualche incontro finalizzato alla scelta del tipo di terapia più adatto: viene chiamato "orientamento terapeutico" e si distingue dal lavoro diagnostico dello psicologo clinico, perchè necessita di una vasta esperienza e conoscenza, e prevede una formazione maggiore. Com'è oggi il tuo rapporto con tua mamma e tuo papà? Forse dovrà prima avere un lavoro e un po’ di quattrini da destinare alla sua emancipazione, allo sgusciamento dal simbolico patriarcale e alla sua liberazione. Può capitare che la depressione del genitore spezzi il legame positivo madre-bambino. Mauro Milardi Si metta in collegamento con loro ed anche con gruppi culturali, letterari, cerchi un’espressione della sua creatività, legga e condivida con altre donne il suo destino che è incrociato con le storie e i cammini di tante altre. Per i percorsi terapeutici in cui tutto va bene, tutto fila liscio e tranquillo e si sta piacevolmente insieme, amo usare il paragone del "brodino di pollo": tanto confortante ma poco di più. Lei dice di sentirsi giudicata dai suoi genitori ma poi fa lo stesso etichettandoli, senza mai chiedersi, non come "sono loro" ma che rapporto intrattiene. I l forte legame tra madre e figlio è naturale e indissolubile, fin dalla gravidanza. Rapporto con figlio adulto. Io scrivo su una rivista di Pratica Politica della Differenza “Via Dogana” che ha sede a Milano e mi sento di consigliarne anche a lei la lettura. A chi dovrei rivolgermi per farmi aiutare, uno psicoanalista, uno psicologo cognitivo-relazionale, o qualcun' altro? La famiglia per quanto problematica possa essere stata ci ha permesso di esistere anche se con i problemi e con le piccole discussioni di tutti i giorni. Egli ha interiorizzato l’oggetto interno: sa che se la madre sparisce dal suo campo visivo, tornerà per accudirlo e non lo abbandonerà. Rischio di aver confuso più che chiarito! Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica. Il loro rapporto non è normale, nonostante lui abbia un fratello più piccolo e fino a qualche anno fa dormiva con lei, non hanno assolutamente lo stesso rapporto con la madre. Roberto Ruga Articolo di Gabriella Scafini. Questo compromette la nascita di un rapporto nuovo con un’altra persona, che metta inevitabilmente in discussione i modelli e la visione del mondo della propria famiglia d’origine. Tutti i diritti riservati. Inizi poi a lavorare, senza preoccuparsi troppo di tecniche e metodi: infine possiamo sempre contare sul nostro intuito che ha sempre una saggezza speciale. Io penso innanzi tutto che sia importante per te farti aiutare per superare queste difficoltà. Sig.na Alice buongiorno, la sua lettera a Psicologi Italia è apparsa anche sul mio monitor e ho deciso di risponderle immaginando che avrebbe potuto essere utile a tante altre e tanti altri lettori; infatti la situazione che lei descrive è comune a molti e ciò, a mio modo di vedere, ha notevolmente a che fare con la cultura patriarcale che negli ultimi decenni esprime la propria decadenza, pur se in assenza di un nuovo ordine simbolico. Se è così sei sulla buona strada, però visto che ora hai dei problemi relazionali come racconti tu, è giusto anche che tu venga aiutata da uno psicologo, sarebbe utile uno psicologo o psicoterapeuta di indirizzo gestaltico o bioenergetico in quanto sembra che siano le tue emozioni ad avere difficoltà ad uscire, e se trovi un bravo psicologo nella tuia zona ti aiuterà parecchio. Che tipo di rapporto c’è tra madre e figlio Per Federico potrebbe non esserci stato un completo “svincolo adolescenziale” per cui la madre è percepita ancora come quando era bambino. Il rapporto di una donna con il figlio maschio è unico, ma nasconde insidie perché se mal gestito può diventare morboso. Rapporto madre-figlio adulto MASCHIO (!!!) Le faccio i migliori auguri. 27 ago 2020 Condividi: Sono una donna di 55 anni. Gent.ssima Alicia, Il fatto di rendersi conto di soffrire di alcuni problemi nell'ambito interpersonale, e decidersi a chiedere aiuto ad un professionista, significa aver compiuto almeno metà della strada che Lei dovrà percorrere. Un cordiale saluto coraggio nel ricercare il vero io! Sentirci meglio con noi stessi e soprattutto con gli altri, ritrovare la fiducia e recuperare il "tempo inesorabilmente trascorso" con tanto entusiasmo e positività. Le direi: si guardi intorno alla ricerca di un terapeuta e prima di tutto sarà condizionata da quello che trova, da quello che le si offre. Ho vent'anni e la mentalità chiusa di mio padre mi ha impedito di avere storie con ragazzi, di rapportarmi (in generale) normalmente con le altre persone. Credo che conti veramente poco l'orientamento tecnico che sceglierà. In questi casi, la risposta al fisiologico bisogno di vicinanza e calore di un figlio è una “stretta” soffocante da parte della sua mamma. I genitori, non è difficile capirlo, vivono per legge di naturauna lunga serie di traumi legati alla crescita del loro pargolo: se sanno svolgere il loro mestiere, per così dire, devono insegnare ai bimbi a diventare indipendenti, quindi a sta… Andare da uno psicologo o da uno psicoanalista e' sempre una cosa bella perche' ci aiuta a leggerci meglio dentro e a comprendere i nostri conflitti interni ed esterni. Quali rischi possono nascere dal rapporto madre-figlio? Il problema è appunto la mancanza dei TUOI spazi, e il dover sottostare ad un padre-padrone che ormai è del tutto anacronistico per la tua evoluzione psicologica. Cara Alicia, dall'uso che spesso fai delle virgole (omettendo lo spazio dopo di queste) posso approssimativamente dedurre la problematicità della tua situazione e insieme una possibile soluzione.